A cosa attribuisci il tuo successo?
E’ Internet. Internet crea trasparenza, crea un cambiamento di mentalità, riunisce le persone. Il Papa si è dimesso in parte a causa della salute, ma anche perché ha cominciato a usare Twitter … Il gregge voleva parlare con il pastore. Secoli di tradizione si sono frantumati qui. Ha capito che non era più possibile continuare.
Dici di voler demolire i partiti politici italiani. Con cosa vuoi sostituirli?
Con cittadini; informati, onesti, trasparenti cittadini che fanno il loro lavoro con passione. Due mandati e vanno a casa. Non ci sono né soldi né carriere in questo movimento.
Cosa ti piace di meno, i partiti politici o i media?
I peggiori sono i media. Forse i giornali regionali sono ok, ma quelli che modellano la pubblica opinione, sette stazioni televisive e tre quotidiani, fanno parte del sistema.
Perché non collabori con i partiti politici?
Fanno questa mostra di essere l’uno contro l’altro, ma sotto sotto sono la stessa cosa. Sinistra e destra in Italia hanno sempre fatto finta di combattersi. Ora gli accordi che hanno fatto nell’ombra per vent’anni li devono fare alla luce del sole. E se lo fanno, sono morti. Politicamente morti. E perciò hanno bisogno di scaricare la loro insoddisfazione politica, la loro disintegrazione politica, su di me, dicendo che sono io che non creo il governo, che creo instabilità. Ma non posso discutere con loro.
Milioni d’italiani ti hanno votato perché tu approvi leggi che contrastino la corruzione e i costi della politica, misure su cui il Partito Democratico è disponibile a collaborare con voi per realizzarle. Perché non accetti la loro offerta?
Loro parlano di trasparenza dei partiti. Noi parliamo di dissoluzione dei partiti. E’ diverso. Wellington e Napoleone non possono trovare un modo per collaborare. Noi siamo qualcosa di diverso.
Il paese è diviso in due. Quelli che hanno votato [gli altri partiti] sono persone che vogliono cambiare le cose. Perché hanno pensioni alte. Con la crisi i prezzi sono bassi. Forse hanno due case e tu gli togli l’imposta sulla casa. Abbiamo 18 milioni di pensionati, 4 milioni di dipendenti statali; sono 22 milioni di persone. Non tutti, ma gran parte di loro non vuole il cambiamento perché stanno sopravvivendo. Lo stato è il loro datore di lavoro.
Ma la discussione cambierà, perché presto non ci saranno salari o pensioni pubbliche. Niente soldi. La grande industria è morta. Informatica, meccanica, chimica; non è rimasto nulla in questo paese. Le piccole e medie imprese stavano tenendo duro, ma chiudono a migliaia. Come andiamo avanti? Finanza? Stato?
Di cosa ha necessità l’Italia per rilanciarsi?
Di un segnale forte. Mandarli tutti a casa; chiudere i partiti, togliere loro i soldi, immediatamente. Un lancio d’emergenza di un salario minimo garantito. Due o tre operazioni: leggi contro la corruzione, conflitto d’interessi, separare le società finanziarie dalle banche.
La gente qui ha sempre votato in cambio di qualcosa. Tu mi dai il voto, io ti do il lavoro. Perché siamo diventati il maggior partito in Sicilia? Non grazie a me. Perché non c’erano più soldi. Non ci sono più voti di scambio. Togli i soldi alla politica e la politica assume un’altra dimensione. Dobbiamo risucchiargli i soldi.
Molte delle vostre proposte più pubblicizzate – la nazionalizzazione delle banche, il referendum sull’euro, l’insolvenza del debito italiano – non sono contenute nell’effettiva piattaforma del vostro partito. Perché?
Abbiamo ancora bisogno di discuterne. E poi le scriveremo nel programma. Dateci tempo. Io propongo un’idea di fondo. Non è un piano politico. E’ una visione del mondo. Non si tratta di sostituire una classe con un’altra. Vogliamo il 100% del parlamento, non il 20 o il 25%. Quando il movimento otterrà il 100%, quando i cittadini diventeranno lo stato, il movimento non avrà più necessità di esistere. L’obiettivo è di autoestinguerci.
Sei sorpreso che banchieri come Jim O’Neill della Goldman Sachs abbiano parlato positivamente di te?
Devo ammettere che mi fa sentire … Loro hanno capito il vento del cambiamento. Se non c’è lavoro, se c’è disperazione, le imprese chiudono, cos’è che devono fare le banche? Continuare a speculare? Non c’è più nulla su cui speculare.
Hai rapporti con gruppi come il movimento di protesta degli indignados in Spagna?
Sono andato a conoscere gli indignados. Le due cose sono identiche: farla finita con i partiti, mettere al loro posto i cittadini, limiti di due mandati, cacciare i corrotti dal parlamento. Ma loro sono solo in piazza. Anche noi siamo andati in piazza, ma abbiamo raccolto 350.000 firme. Voi ragazzi dovete smetterla con le piazze e poi di scontrarvi con la polizia, con cittadini come voi. Noi siamo andati oltre. Non sono io che vengo a imparare da voi. Siete voi che dovete capire che con Internet potere fare come noi.
Temi che se non riuscirete, quella stessa energia che vi ha spinti in alto possa spingere in alto altre forze?
Io incanalo tutta questa rabbia in questo movimento delle persone che poi vanno a governare. Dovrebbero ringraziarci, uno per uno. Se falliamo [l’Italia] è destinata alla violenza nelle strade. Ma se ci sgretoliamo, arrivano loro. In Italia è cominciato tutto. Il fascismo è nato qui. Le banche sono nate qui. Abbiamo inventato il debito. La mafia, sempre noi. Tutto è cominciato qui. Se qui non si scatena la violenza è grazie al movimento. Se falliamo siamo destinati alla violenza nelle strade. Metà della popolazione non ne può più.
Pensi che l’Italia dovrebbe uscire dall’euro?
Non ho mai detto di voler essere dentro o fuori dall’euro. Ho detto che voglio informazioni corrette. Voglio un piano B per la sopravvivenza nei prossimi dieci anni. E poi decidiamo con un referendum. I costi e i benefici … vediamo di sapere quali sono. Ma prima occorre informare.
Se appena accenni a voler lasciare l’euro, sei matto. Non c’è dialogo. Se solo accenni, sei un demagogo, se matto, vuoi trascinare l’Italia all’insolvenza, sei irresponsabile. Solo perché dici: pensiamoci, cosa potrebbe realmente accadere?
Hai imparato qualcosa da Barack Obama sull’uso di Internet?
Obama, se riuscirà a realizzare il 5% di quel dice sarà grande. Ma è anche imprigionato nel sistema. L’arte del compromesso, che era l’arte della politica, non è più valida. Il compromesso deve essere tra i cittadini, non tra i Repubblicani e i Democratici.
Dagli statunitensi ho preso la piattaforma dei meetup, da Howard Dean. Lui l’ha usata per far soldi. Io la uso per raccogliere informazioni, per raccogliere forum, non soldi. Questo abbiamo copiato dagli Stati Uniti: l’uso di Internet.
Molti in Italia ti hanno accusato di essere antidemocratico, di fare scelte senza consultazione per i tuoi nuovi eletti parlamentari. Cosa ti dà l’autorità di negoziare o non negoziare con il Partito Democratico?
C’è una regola nel nostro movimento. Non facciamo accordi con partiti. Chiunque abbia aderito al nostro movimento ha firmato questo. Se entri in un movimento così, è una regola che hai accettato. Non c’è nulla da decidere. Se vai a giocare a calcio, dici che vuoi segnare un goal con le mani? No, si fa solo con i piedi. Accetti le regole.
Quali vedi il ruolo per te tra un anno?
Tra un anno starò facendo un tour globale. Farò spettacoli. E sarò quello che sono.
Ti consideri ancora un comico?
Un comico straordinario.